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-1- I PADRONI DEI RUBINETTI

martedì, 8 settembre 2009

I “Padroni dei Rubinetti” è il titolo di una rubrica che, di volta in volta, si occuperà di quei fenomeni che non sono altro che effetti aberranti di programmazioni e violenze di ogni genere che l’uomo attuale subisce spesso senza comprenderne la causa, l’origine, la ragione autentica.

Perché “Padroni dei Rubinetti” e perché “rubinetti”?

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La vita moderna soprattutto nella sua fase più attuale è stata strutturata in modo tale da aver stretto in una morsa di ricatto e di condizionamento l’intera umanità in una maniera tale che, la stessa sopravvivenza anche di poche ore, di intere comunità e dei singoli, dipende ormai da una serie di “centrali di potere” impersonali, nascoste dove nessuno sa.

Chiariamo meglio: la vita moderna è fondata sull’erogazione di servizi ormai fatti diventare essenziali per la stessa sopravvivenza fisica collettiva quali: la distribuzione dell’acqua, dell’energia elettrica, delle fonti di comunicazione, delle catene alimentari, delle fonti energetiche, del riscaldamento, ecc. ecc.  Orbene, nessuno sa veramente ed in termini pratici, da dove provenga l’acqua che entra nelle case, il gas con il quale cucina, la luce con la quale si illumina e la linea telefonica con la quale comunica.  Si tratta di servizi senza i quali, la sopravvivenza di intere comunità, non si protrarrebbe neppure per poche ore se consideriamo vaste aree come intere regioni o addirittura un’intera nazione.  La cosa terribile sulla quale nessuno si sofferma mai a riflettere è che, l’erogazione di quei servizi è “centralizzata” nelle mani di pochissimi la cui collocazione è persino ignota e che quei servizi giungono attraverso una serie di canali e “condutture” di varia natura, trasportano la vitale linfa che rende possibile il servizio.  Al di fuori delle modalità di erogazione convenzionale di tali servizi non c’è ormai più modo di arrivare ad avere neppure un bicchiere d’acqua, così come non c’è più neppure lo spazio fisico dove un escluso dal contesto sociale, un povero realmente tale, possa gettare il suo corpo anche soltanto per riposare un attimo o per morire.

E’ evidente a tutti, quando si abbia ancora la capacità di guardare, che basta un giro di chiavetta, il distacco di un filo, la chiusura di un rubinetto, fisico o metaforico che sia, ubicato non si sa dove, comandato non si sa da chi, per far si che, improvvisamente, un’utenza venga sospesa; un apparecchio divenga muto; una persona sia tagliata fuori dal contatto con la realtà.
Il silenzio cala, l’isolamento improvviso pervade la realtà del singolo e della collettività. La soluzione: seguire una serie rigorosa di indicazioni grazie alle quali, come per incanto, il servizio si “riaccende” attivato da… lontano, da interlocutori che spesso neppure ci sono, comunque, misteriosi ed anonimi; quasi sempre impersonali ed automatizzati. Una morosità, un inspiegabile difetto, un’interferenza, un blocco spesso incomprensibile, sospendono la distribuzione di acqua, di energia, di gas, di comunicazione, di luce, rendendo chi ne è colpito in una condizione di impotenza tale da non avere paragone con nessun’altra epoca del mondo.

Sembrerebbe un’osservazione banale eppure esprime una realtà talmente drammatica da suscitare un’inquietudine ed il presentimento di quale potere disporrebbe un vertice “politico-economico” che arrivasse al punto di accentrare (come sta succedendo) in poche mani il controllo ed il monopolio, anche in termini di competenze tecnologiche e funzionali, di certi servizi e dei loro “rubinetti”.

L’invadenza nella sfera privata e personale, addirittura intima, di questi centri di potere è arrivata in alcuni campi a livelli mostruosi. Il controllo del singolo in ogni suo minimo movimento e spostamento in qualunque parte del mondo si muova, attraverso il possesso di un semplice cellulare, di una carta di credito, di un microchip inserito in un qualsiasi documento reso elettronico così come il blocco di ogni sua attività e fonte di sopravvivenza e di movimento ovunque si trovi, attraverso la disattivazione dei suoi conti, degli apparecchi che porta con se ed attraverso altri mezzi addirittura impensabili perché non ancora resi di pubblico dominio.
Nelle varie puntate della rubrica, saranno trattati all’occasione, gli abusi gli effetti aberranti di questa “super-organizzazione” ed anche i mezzi attraverso i quali si sta preparando una “civiltà-società” dove tutto questo diventerà l’unica realtà possibile e dove, attraverso mezzi palesi e subdoli (non ultimo l’utilizzo di nanotecnologie persino attraverso farmaci) tutto ciò diverrà una realtà globale.

Fin qui siamo rimasti nel generale e nel vago ma quando andremo ad esaminare il perché, nell’uso delle varie tecnologie diventate vitali, accade non di rado qualcosa che normalmente non riusciamo a spiegarci e scopriremo che, lungi dall’essere casuale ed accidentale, dietro di ciò agisce in realtà una di quelle frodi, di quei meccanismi di condizionamento, di quelle tappe di attuazione e di costruzione della  “nuova civiltà”, forse qualcuno sarà indotto ad assumere un’attitudine più vigile e consapevole di fronte a certe fascinazioni della cosiddetta “civiltà del progresso e dei consumi”..

Si avrà allora consapevolezza di quanto i “padroni dei rubinetti” agiscano dai loro “centri di potere” non soltanto per erogare o sospendere servizi ma per renderli sempre più indispensabili; per creare costantemente forme di evoluzione, di aggiornamento e di adeguamento che impediscano ogni adattamento, ogni acquisizione definitiva, ogni possibilità di apprendere troppo in profondità i meccanismi reali.

Se dal campo dei servizi ci spostassimo a quello dell’informazione e della politica mondiale troveremmo altre modalità di azione dei “padroni dei rubinetti” ed una serie di frodi di cui la realtà moderna è ormai intessuta: frodi alimentari, frodi culturali, frodi farmaceutiche e “scientifiche”, frodi “militari e politiche”, frodi mediatiche di ogni genere.

Qualcuno potrebbe chiedere come sia possibile che frodi di portata così generale come quelle cui abbiamo fatto cenno possano, non tanto prodursi, quanto mantenersi senza che qualcuno se ne accorga ma la risposta è fin troppo semplice: chi dovrebbe accorgersene? E perché? Ed in che modo dovrebbe?  E con quali mezzi potrebbe? E quali ragioni dovrebbe avere la stragrande maggioranza della gente per sospettare qualcosa di diverso da quello che ufficialmente viene presentato?

Quando parliamo di controlli, di frodi e di mistificazioni pochi sono informati che ormai le cose sono giunte ad un punto che la fantascienza appartiene all’archeologia.  Senza alcuna esagerazione è ormai una realtà, per quanto sconvolgente, che l’intera umanità è sotto il costante controllo di una  “centrale operativa” capace di entrare sin dentro le camere da letto e le latrine.

Non c’è individuo che non sia costantemente sotto l’obiettivo di una videocamera nascosta nei più recenti apparecchi televisivi, radiofonici, nei computer, negli orologi, nei cellulari telefonici, nelle vetture, nei microchip delle carte di credito e delle tessere metropolitane. Le possibilità tecnologiche di controllo di cui dispone la “centrale operativa” ubicata negli Stati Uniti e nei centri  Nasa, con i suoi pochi addetti ai lavori, fanno impallidire la tecnologia dei “servizi” dei Paesi che passano per i più avanzati o dei satelliti, applicata ai navigatori terrestri con i quali è già tuttavia possibile persino alle persone comuni che dispongono di idonei apparecchi commerciali facilmente reperibili, individuare da migliaia di chilometri di distanza ed in tempo reale, se una persona stia uscendo di casa o rientrando, se una macchina sia ancora posteggiata nel luogo dove è stata lasciata, se un’autostrada lontana milizia di chilometri sia intasata di traffico o meno; se in essa sta circolando la propria vettura con la propria famiglia; se nascosto dietro la foglia di un fiore di zucca piantata nella foresta amazzonica c’è un documento o un prezioso oggetto.

Tanto l’ebetismo collettivo indotto da uno stupore fascinoso per la tecnologia scientifica è giunto ad alimentarsi che l’ammirazione prevale, se non addirittura l’oscura completamente, sulla preoccupazione e sulla consapevolezza della mostruosità di simili fenomeni. E se un residuo di coscienza dovesse ancora restare a turbare gli animi, fanno la loro buona funzione gli ormai sempre più invadenti e numerosi programmi televisivi del “grande fratello”, dell’”isola dei famosi” e via dicendo, attraverso i quali, in tutto il mondo ormai, viene installata lentamente una dose crescente di “abitudine” e di “morbosità sottile”, vicina ad un piacere masochistico, di essere visti ed osservati in tutte le occasioni, fin’anche, addirittura, nell’esecuzione delle funzioni organiche e fisiologiche. Non si tratta soltanto dell’espressione inconsapevole di una stupidità umana o soltanto di interessi economici collegati al successo del programma, allo sfruttamento economico di certe morbosità collettive, ecc. ma di una serie di progettualità consapevoli, mirate a precisi risultati di potere a vasto raggio e dirette da pochi consapevoli strateghi la cui funzione è legata ad una vera e propria “missione” la cui natura è ben più inquietante ed estesa di quanto non sia l’immediato utile economico e sociale che pur ne deriva.

In questo quadro, ancora una volta pochi sanno che c’è un obiettivo ravvicinato rappresentato dal progetto in atto ed in via di ultimazione di applicare a tutti i neonati un microcip (nella mano o sulla fronte… è ancora in discussione la scelta) che contiene tutte le informazioni sull’individui; da quelle sull’identità e l’origine a quelle genetiche. Con semplici interventi esterni è possibile caricare il programma del microchip con ulteriori informazioni sui futuri conti bancari, carte di crediti, sistemi di navigazione satellitare, ecc. in modo da riunire in un unico ridottissimo strumento che rimane sempre con l’individuo nel suo corpo senza pericolo di essere perduto o dimenticato, tutta quella serie di informazioni che richiederebbero sempre più numerose carte, da quelle di identità a quelle di guida, dai codici fiscali, alle carte di credito e dei vari abbonamenti.  In questo modo, inoltre, l’individuo godrebbe della sicurezza che in ogni momento sarà protetto, rintracciabile, sicuro nei suoi itinerari.

Attraverso l’ingestione di frammenti di pillole simili a farmaci sarebbe già possibile sin d’ora trasferire nel corpo molecole e particelle note in quella scienza denominata “nanotecnologia” capaci di “ricreare” l’uomo eliminando da lui tare ereditarie anche collegate a certi aspetti del carattere che in certe condizioni lo porterebbero ad assumere atteggiamenti autoritari ed estremistici o a forme di depressione. Immaginiamo già le vaccinazioni di massa attraverso le quali sarà fondata la nuova umanità.

Se tutte queste prospettive non vengono più negate in quanto sono ormai troppo note attraverso la divulgazione scientifica ed anche la semplice informazione, ne vengono attenuati i pericoli allorquando qualcuno osservasse, appunto, il pericolo dell’abuso che di tutto questo, non già potrebbe, ma che, sicuramente, ne sarebbe fatto. La risposta è pronta: non ci si fiderebbe dunque della “democrazia”; forse che un sistema democratico non ha sufficienti metodi per regolamentare, controllare e limitare l’uso e l’abuso di certe “meravigliose” scoperte?  Abbiamo conosciuto persone che metterebbero addirittura la mano sul fuoco che certi abusi non avverrebbero mai anche soltanto che venisse eletto un leader politico o l’altro di cui hanno fiducia piena può dunque ben immaginarsi quanti saranno ancora capaci, al momento opportuno, di sollevare serie opposizioni nel momento in cui simili progetti diventeranno realtà.

Ma anche in questo campo dagli Stati Uniti viene la soluzione: dopo aver annunciato il radioso avvenire che attende l’imminente umanità in chi sorgesse con troppa forza la reazione che tutti questi generi di innovazioni sono in realtà principalmente “controlli”, vuol dire che è malato di una recente malattia che si chiama  “Sindrome di Truman” che induce a sentirsi troppo spiati e ad avvertire la realtà come ridotta ad un “reality show”.  In America nascono i fenomeni e quando vengono avvertiti ciò viene definita una malattia per la quale è già pronto il rimedio che riconduce tutto alla… “normalità”.[1]

Nel mondo delle equazioni scientifiche che tanto entusiasmano ormai i cosiddetti scienziati moderni nel mondo della fisica, della chimica e dell’astronomia, non dovrebbe stupire l’idea che esiste anche un’”equazione del potere” capace di dimostrare quanto sia non soltanto possibile ma estremamente facile in una civiltà come quella attuale, controllare l’intera realtà collettiva attraverso la manipolazione dei fattori e dei termini dell’equazione. Termini che aspettano soltanto di essere collocati nel punto giusto per condurre al prodotto, al risultato finale del controllo totale e completo della collettività. Quanto a tutta una serie di servizi ormai indispensabile, quali i trasporti pubblici, le telecomunicazioni, ecc. esiste già una legge che vieta il ricorso diretto al giudice per tutelarsi anche contro malfunzionamenti, inadempimenti contrattuali, truffe, bollette contenenti consumi non effettuati, errori ecc. L’obbligo è: prima pagare pena la sospensione del servizio (che come ben si sa è ormai diventato vitale) e poi adire ad un organismo gestito dai gestori dei servizi di fronte al quale si compare, previa domanda via E. Mail, dopo qualche mese. Soltanto all’esito negativo di questa commissione si può adire eventualmente al giudice e comunque con numerose limitazioni”. Insomma il presente è già subire e tacere; il futuro probabilmente molto di più.

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SEGUE NELLE PUNTATE SUCCESSIVE


[1] Nello stesso contesto fraudolento rientrano tutta una serie di inganni e di meccanismi inibitori e paralizzanti che hanno ridotto l’uomo all’assoluta impotenza imponendosi in tutti i campi della vita privata, sociale e lavorativa.  Come le malattie sono “monitorate” dalle case di produzione farmaceutica, del pari, i cosiddetti “virus” dei computer sono creati dalle case produttrici dei computer stessi, in associazione (quando non sono le stesse) con le case di produzione degli “antivirus”. Ormai la violenza, la prepotenza e l’imposizione si portano al punto che, i sempre nuovi e “necessari” programmi dei computer hanno il potere (ma anche la funzione) di distruggere progressivamente i computer precedentemente immessi nel mercato e, con la scusa, vera o falsa che sia, di verificare se all’interno di essi siano installati programmi pirata (cioè riprodotti da una matrice vera e poi venduti a prezzi irrisori contro le centinaia di euro richieste dalla casa produttrice) disabilitano o distruggono funzioni vitali della macchina, quando non riescano a trasmettere alla centrale l’informazione sul suo possessore.  D’altra parte anche questo subdolo modo di agire a molti  non appare in fondo neppure eccessivamente scorretto se si osserva come, costoro, sono affascinati sempre di più dalle ultimissime novità dei prodotti sempre più sofisticati, per cui, perdere i propri pezzi, non costituisce per loro, in fondo, una gran pena;  ed anzi, è un ulteriore stimolo ad aggiornarsi. Di fronte a tutto questo che dire?  E’ più responsabile di questo stato di cose il “servo” che chiede o il “padrone” che da e che stimola a chiedere?
Significativo, a questo proposito, un versetto coranico (ma potrebbe trovarsi in qualunque autentico Testo tradizionale sacro) che riferisce di quando Allah dopo la resurrezione chiamerà i corrotti e questi diranno a loro giustificazione: “Ma noi fummo ingannati dai nostri capi”. Ed allora Allah chiamerà costoro ed essi diranno: “ma noi non abbiamo fatto altro in fondo che dare ad essi ciò che essi reclamavano e desideravano e in ciò fummo semmai sviato da satana”. E satana, chiamato, dirà: “ma io non ho fatto altro che dare ad essi ciò che volevano”. “Allora, tutti a riempire la geenna”, conclude Allah nel versetto coranico.
Quanto a tutta una serie di servizi ormai indispensabile, quali i trasporti pubblici, le telecomunicazioni, ecc. esiste già una legge che vieta il ricorso diretto al giudice per tutelarsi anche contro malfunzionamenti, inadempimenti contrattuali, truffe, bollette contenenti consumi non effettuati, errori ecc.  L’obbligo è: prima pagare pena la sospensione del servizio (che come ben si sa è ormai diventato vitale) e poi adire ad un organismo gestito dai gestori dei servizi di fronte al quale si compare, previa domanda via E. Mail, dopo qualche mese. Soltanto all’esito negativo di questa commissione si può adire eventualmente al giudice e comunque con numerose limitazioni”. Insomma il presente è già subire e tacere; il futuro probabilmente molto di più.