PERICOLI DELLE NUOVE NORMATIVE DI CONTROLLO GLOBALE E DEI “SITI CIVETTA” STRATEGICAMENTE ATTRIBUITI A GRUPPI TERRORISTICI ISLAMICI
Entrare nei siti internet che affermano di parlare a nome di Al Qa’ida o di gruppi islamici, presunti o asseritamente legati alla resistenza irachena o afgana, dove si parli dei metodi di costruzione di armi di difesa e di offesarudimentali utilizzati dalle forze della resistenza contro gli eserciti di “invasione-liberazione”, anche quando si tratti soltanto di “siti civetta” postati dai “servizi” americani o locali per agganciare gli interessati (e dunque non effettivamente collegati a quei gruppi) ed anche soltanto per leggere i contenuti, senza nulla estrarre, equivale ad effettuare “addestramento all’uso di armi, veleni, esplosivi e tecniche di guerriglia con finalità di “terrorismo stragista” “. La condanna è da 5 anni a 10 di reclusione.
Ciò ai sensi del comma 5 (quinquies) recentemente aggiunto agli altri commi dell’art. 270 (bis – ter – quater – ) del codice penale, riguardanti le “associazioni terroristiche”.
Lo ha stabilito la Corte d’Assise di Perugia condannando i tre imputati Korchi, Muhammad El Jari e Safika Idris.
Ne commenteremo la sentenza ed il processo in un articolo successivo.
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